La più diffusa è che si debba prendere una laurea in fisica in seguito ad ore ed ore, anni ed anni di studio su libri molto grandi, molto pesanti e scritti con caratteri molto piccoli. Ed è molto probabile che funzioni.
Io però inizierei con gli hobby dei fisici. E' risaputo che Fermi ed i suoi amichetti di via Panisperna amassero le scampagnate in montagna.
Quindi per iniziare dovrei procurarmi delle scapre da trekking come queste?

Sbagliato!
Non esistono scarpe più antiestetiche di quelle. Molto meglio iniziare l'avventura in una maniera migliore, tipo con questi stivaletti bikini di Prada. Mi sembrano perfetti per un soggiorno in montagna.

E le abbinerei ad un look un po' da tovaglia come questa collezione D&G.

Ma anche a questo completo Vivienne Westwood.

Così se dobbiamo fare un pic nic, gli altri fisici possono mangiarmi addosso. Porterei tutto il necessario in questo zainetto di Paul Frank.

Potrebbe essermi utile se un big foot o qualche altro predatore dei monti tentasse di aggredirci. Potrei mettermelo in testa e fingere di essere un albero. Anche se forse non è molto saggia come idea. Gli orsi bruni sugli alberi ci si affilano le unghie. Magari mi sarebbe più utile una coperta come questa di Vik Prjonsdottir.

Sono certo che mi nasconderà meglio. Anzi, potrebbe anscondere tutto il gruppo. Potrebbe essere questa coperta a salvare il futuro della fisica mondiale.
Scampato il pericolo di morte, ci metteremmo tutti ad oziare sotto ad un albero sperando che ci cadano delle pigne in testa per ispirarci nuove leggi sulla gravità. O dei muli. Certamente non delle mele. Le mele non crescono nei boschi. Ma posso portarmene una in questo pratico porta-mela di Hermes.

Solo con questo porta-mela sarei molto più fisico di quelli che hanno una laurea in fisica. Insomma, è un'evocazione del momento del concepimento della legge di gravitazione universale di Newtoon tanto quando investire Bin Laden in macchina è un'evocazione dell'undici settembre.
Fuggire da un predatore montanaro potrebbe aver provocato delle ferite. Dei cerotti che ricordano corpi conduttori di elettricità, come i cetrioli e le bistecche, sono perfetti.


Dopo tutte queste avventure è l'ora di pensare alle serate di gala. Cosa mi metterei se mi invitassero a ritirare il mio Nobel per la fisica?
Un abito aquilone ovviamente! Ok che Benjamin Franklin in realtà non aveva mai legato una chiave ad un'aquilone per dimostrare che i fulmini sono una forma di elettricità, ma a me piacciono le citazioni.

Quest'abito di Janet Mader un po' meno. Magari qualcosa che ricordi qualcosa un aquilone tanto quanto, in maniera meno esplicita. Come questo Sandra Backlund.

Per gratificarsi per il premio vinto non c'è niente di meglio che questo Casio.

E' proprio una cosa da scienziati. Ha il telecomando TV e DVD integrati ed anche la calcolatrice. Così se vado con i miei amici scienziati a cena fuori per festeggiare il mio Nobel, nessuno dovrà prendere il cellulare per dividere il conto.
1 commento:
e poi dicono che l'abito non fa il monaco... puah!
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